Storia

Il Club Ricreativo di Pignolo fu fondato il 27 luglio 1907 da Teodoro Piazzoni, noto nella città di Bergamo anche per aver fondato il periodico “Ol Giopì”.
In quella data si riunì la prima assemblea dei soci che, nel numero di 37 persone, stilò il primo statuto dell’associazione.

I fondamenti storici del Club, scritti negli articoli 2 e 3 dello statuto, ne disciplinano gli scopi ancora oggi:

la prima foto storica del Club Ricreativo di Pignolo

Articolo 2
“Il Club ha per scopo:

  • Ricreazione: riunioni nella sede sociale, giochi da tavolo leciti, conversazioni, gite e manifestazioni sportive;
  • Istruzione (oggi Cultura ndr): promossa a mezzo di giornali, libri, riviste e conferenze;
  • Beneficenza: viene esplicata con l’aiuto morale e materiale a favore di soci e non soci”

Articolo 3
“Ogni idea od ingerenza di carattere politico o religioso è esclusa dai fini del Club Ricreativo di Pignolo”

L’assemblea nominò poi il suo primo presidente: Francesco Corrà. A lui succedettero in ordine: Angelo Piazzoni (dal 1912), Giuseppe Salvi (dal 1919), Giovanni Viscardi (dal 1935).

Nel 1908 prese forma l’attività benefica del Club con la prima iniziativa: il “cesto di natale” per le famiglie bisognose del borgo di Pignolo. In quell’anno furono confezionati 180 cesti con beni di prima necessità, l’anno dopo ben 290!

Nel 1935, essendo l’associazione apolitica ed apartitica, il regime ne impose lo scioglimento: mobili, radio, biblioteca e tutti gli archivi furono confiscati o distrutti. 
I fili spezzati dalla guerra vennero ricongiunti da Giovanni Briccoli, Pietro Locatelli, Giovanni Viscardi e Pietro Costanza, a cui si aggiunsero subito Giulio Tezza e Giuseppe Benaglio, eletto presidente il 26 Aprile 1947.

Nel 1948 Giovanni Briccoli offrì, come sede provvisoria del sodalizio, una stanza del suo laboratorio di modelleria in via Pignolo 51.

Il 1950 fu la volta della nuova sede: venne acquistata la casa di via Sant’Elisabetta 11. L’impegno fu enorme: “un prezzo totale di lire due milioni” per il cui pagamento venne chiesto ai soci un contributo straordinario “che dev’essere unanime e secondo possibilità ma con una proporzione di almeno 1000 lire a testa pur anche ratealizzabili”. 

Nel 1968 il timone del Club passò ad Abele Briccoli, poi a Paolo Docchio nel ’71, e di nuovo a Briccoli dal ’74 al 2001. 
Le iniziative si moltiplicarono: conferenze, gare, gite, mostre, sagre, concerti… Tutto organizzato con il preciso e nobile intento di fare beneficenza e fornire assistenza ai bisognosi.

Il 1992 è l’anno della ristrutturazione della sede sociale sotto la direzione dell’Architetto Capusela e la collaborazione dell’Architetto Briccoli. La sede ristrutturata e inaugurata nel 1993 lasciò al Club il volto attuale.

Ma ora passiamo a tempi più recenti.

Nel 2001 la presidenza passa a Vittorio Mazza che guiderà il Club fino al 2013.
Sotto la sua presidenza, nell’ottobre 2012, comincia il ricambio generazionale che è tutt’ora in atto: proprio quando il Club si trovava ad affrontare un periodo di stanca, per cause fortuite e naturali, un esiguo gruppo di ragazzi appena maggiorenni sottoscrive la domanda di iscrizione a socio.

Nel 2013 viene eletto presidente Agostino Rizzi. La situazione è tutt’altro che facile: la crisi economica, una realtà di borgo che è andata via via affievolendosi e tutte le difficoltà che incontra oggi chi vuol fare beneficenza, sono tutti fattori che hanno rallentato le attività.
Ma sotto il suo mandato i soci del Club non demordono e, memori dei gloriosi tempi che furono, provano a reagire.

Ad aprile 2017 viene eletto presidente Luca Dal Canto.